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BACCHE DI GOJI: Il tesoro dell’Asia dal forte potere antiossidante

giu 4, 2014   //   by nutribo   //   Tutto l'anno  //  No Comments

Le bacche di goji sono i piccoli frutti carnosi, dalla forma leggermente allungata, del Lycium barbarum, una pianta appartenente alla famiglia delle Solanaceae.

Originarie dell’Asia Centrale, vengono coltivate da millenni per le loro proprietà nutritive. Il principale carattere distintivo delle bacche di Goji è la presenza di sostanze antiossidanti in grado di rinforzare il sistema immunitario. Il dosaggio ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity)*, messo a punto per valutare la protezione fornita all’organismo dalle sostanze antiossidanti nei confronti dei radicali liberi, ha evidenziato, infatti, che sono sufficienti 20gr/die di Bacche Goji per soddisfare il fabbisogno giornaliero di unità ORAC.

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Dal punto di vista nutrizionale le Bacche di Goji rappresentano un naturale spuntino energetico adatto a chiunque, grazie alla presenza di tutti gli amminoacidi essenziali, indispensabili per ogni cellula del corpo, e all’elevato tenore proteico. Sono presenti anche numerosi oligoelementi e vitamine tra cui spiccano:

- il manganese (0,993mg/100gr – pari al 47% dell’RDA**), elemento costitutivo di numerosi enzimi, che influisce sull’intero metabolismo energetico e stimola la produzione degli ormoni sessuali

- la vitamina B2 (Riboflavina) coinvolta nel metabolismo dei carboidrati e delle proteine e importante per la salute della pelle e degli occhi

- numerosi polifenoli (>1300mg/100gr), molecole utili nella prevenzione dei processi ossidativi causati dai radicali liberi.

Grazie al contenuto di queste preziose sostanze nutritive, alla marcata azione antiossidante e al fatto che sono coltivate da millenni, le Bacche di Goji vengono definite il “Frutto della Longevità”.

 

* (Capacità di Assorbimento dei Radicali dell’Ossigeno) secondo uno studio effettuato dall’Human Nutrition Research Center on Ageing c/o la Tufts University a Boston

**Recommended Daily Allowance – dose giornaliera raccomandata.

Limone

set 5, 2013   //   by nutribo   //   Alimenti stagionali, Tutto l'anno  //  No Comments

Il Limone [Citrus limon (L.) Burm.] è il frutto dell’omonimo albero appartenente alla famiglia delle Rutaceae. Originario dell’Estremo Oriente, giunse in Europa nel I secolo a.C. Tipico dei climi caldi e poco ventosi, i maggiori produttori mondiali sono l’India, il Messico, l’Argentina ed il Brasile. In Italia è coltivato principalmente in Sicilia, Calabria e Campania. Di forma sferica od ovale, i limoni sono protetti esternamente dalla scorza, ricca di oli essenziali, che racchiude al suo interno una aspra e succosa polpa divisa in spicchi.
Se ne conoscono innumerevoli varietà che si differenziano principalmente per l’aspetto esteriore come, ad esempio, lo spessore e la ruvidità della buccia, ma anche per il grado di acidità del succo e la presenza o meno di semi all’ interno. Le varietà più diffuse nel nostro paese provengono sia da coltivazioni locali che estere e sono il Monachello, l’Interdonato, il Femminello, l’Eureka, il Genoa, il Lisbon, il Verna, il Masero e il Karystini. Meno noti, perché facilmente deteriorabili, sono il limone dolce e quello rosso, che possono essere consumati come frutta fresca per il sapore meno aspro dei loro spicchi.
Una delle caratteristiche distintive della pianta del limone è la sua capacità di fiorire più volte in un anno. Le fioriture principali avvengono all’inizio della primavera, da cui derivano i gialli limoni invernali, detti primofiore, ed in tarda estate, da cui si ottengono frutti di colore verde, i verdelli, dalla buccia sottile e dalla polpa particolarmente succosa. Se alla capacità rifiorente della pianta del limone si aggiunge quella dei frutti di giungere a maturazione anche in momenti successivi alla raccolta, si riesce facilmente a comprendere il motivo per cui siano reperibili tutto l’anno in qualsiasi negozio di frutta e verdura.

Dal punto di vista nutrizionale i limoni contengono elettroliti e sali minerali quali:

  • Sodio e Potassio che agiscono, rispettivamente, nei liquidi extracellulari ed intracellulari del corpo regolando l’equilibrio acido-base, il mantenimento della pressione osmotica ed il bilancio idrico del nostro organismo
  • Calcio e Fosforo, costituenti essenziali delle ossa e dei denti
  • Ferro, fondamentale nei processi respiratori cellulari in quanto componente dell’emoglobina (la proteina che trasporta l’ossigeno nel sangue).

Al pari degli altri agrumi sono presenti anche le vitamine:

  • B1 importante nel metabolismo dei glucidi
  • B2 essenziale per la salute del cavo orale e dei capelli
  • B3 importante per l’integrità della cute, del tratto gastroenterico e del sistema nervoso
  • Infine la vitamina C di supporto al sistema immunitario

Da non trascurare anche il contenuto di acido citrico che, oltre a conferire ai limoni il loro caratteristico sapore aspro, svolge un’azione antiossidante proteggendo la funzionalità e l’integrità delle nostre cellule.

A rendere il limone uno degli agrumi più conosciuti e versatili al mondo sono, però, i suoi numerosi usi in cucina. Accanto al suo utilizzo come condimento per insaporire i cibi o come ingrediente principale per la produzione di bevande, quali la limonata e il limoncello, il limone viene anche impiegato nell’industria dolciaria per la preparazione di canditi e in cosmesi per l’estrazione del profumatissimo olio essenziale. Infine un pratico consiglio tramandatoci dalle nostre nonne: per bloccare l’azione nociva di diverse sostanze sprigionate da alcuni alimenti durante la cottura è buona norma spremere qualche goccia di limone sui cibi appena cotti.

Funghi champignon

set 5, 2013   //   by nutribo   //   Alimenti stagionali, Tutto l'anno  //  No Comments

L’ Agaricus bisporus [J.E: Lange (Pilàt)], conosciuto ai più come prataiolo o con il nome francese di champignon, è un fungo largamente commercializzato e degustato in tutto il mondo. La sua coltivazione vanta origini antichissime. Già molti secoli prima di Cristo ai funghi era riservato un posto d’onore sulle mense degli antichi Egizi e dei Babilonesi. Anche in Grecia erano molto diffusi, tanto è vero che il filosofo Teofrasto, allievo e successore di Aristotele, nei suoi testi ne ha descritto e ne ha elogiato le virtù. Diverso tempo dopo, Marco Gavio Apicio, patrizio della Roma imperiale nonché quotato gastronomo, ha dedicato ai funghi diverse ricette, come testimonia il testo a lui attribuito “De rerum coquinaria”. La diffusione su larga scala si ebbe, però, solo a partire dal 1650 d.C., quando alcuni coltivatori di frutta scoprirono, quasi per caso, che era possibile far crescere i funghi sullo stesso terriccio già utilizzato per la coltivazione dei meloni. Il prataiolo ha un cappello carnoso di colore bianco le cui dimensioni possono arrivare fino a 10 cm. Le lamelle, poste sotto al cappello sono rosa ma, dopo la raccolta, virano verso il marrone nell’arco di qualche giorno. Inutile quindi evidenziare l’importanza di conservare i funghi in frigorifero e di consumarli entro una settimana. Gli champignon sono i funghi maggiormente coltivati, perché buoni, nutrienti, leggeri e facili da preparare. Reperibili tutto l’anno, possiedono diverse proprietà nutrizionali. In particolare contengono una elevata quantità di carboidrati (4gr), di fibre vegetali (3gr), di proteine (2,4gr) e, al contempo, un basso quantitativo di lipidi (solo 0,3gr). Sono inoltre presenti la vitamina C, importante per rinforzare le difese immunitarie e per l’assorbimento del ferro, e diverse vitamine del gruppo B tra cui la Niacina, che partecipa al metabolismo dei nutrienti favorendo, in particolare, la trasformazione dei grassi e dei carboidrati in energia, e l’Acido Folico, essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali. I funghi sono ottimi alleati anche per chi ha carenza di Potassio, contenendone ben 500mg per etto, quantitativo addirittura superiore a quello presente nelle banane. Possiedono, inoltre, Fosforo e Calcio, necessari per la salute di ossa e denti, Magnesio, responsabile di molti processi metabolici fondamentali per l’organismo e Ferro, essenziale per la sintesi di emoglobina. Infine, l’abbondante contenuto d’acqua (90%) e le pochissime calorie (solo 28 kcal per 100 gr di porzione edibile), rendono i prataioli un alimento adatto anche per coloro che intendono seguire un regime dietetico. Terminiamo, come sempre, con una curiosità. Nell’antica Grecia i funghi erano considerati alimenti magici e divini, tanto da essere protagonisti del mito ellenico di Perseo. Leggenda narra, infatti, che l’eroe, durante un lungo viaggio, raccogliendo un fungo dal terreno, fece sgorgare una sorgente d’acqua, con la quale poi riuscì a dissetarsi. Su quel terreno fortunato, Perseo fondò la città greca di Micene, dal greco mykes, ossia fungo.

Zucchine

feb 20, 2013   //   by nutribo   //   Estate, Tutto l'anno  //  No Comments

La zucchina o zucchino è il frutto dell’omonima pianta erbacea (Cucurbita pepo L.), appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae. Originaria delle regioni dell’America centro-meridionale, giunse in Europa intorno al XVI secolo d.C. e, da allora, si è diffusa ed è coltivata in tutto il mondo.

Pur essendo un ortaggio che si raccoglie in tarda primavera e in estate, la zucchina è reperibile tutto l’anno sui banchi dei mercati ortofrutticoli con diverse varietà, che possono distinguersi per la forma del frutto e per il colore della buccia.

Tra le zucchine lunghe, per così dire tradizionali, le specie più note sono il Verde di Milano, di colore molto scuro, il pallido e piriforme zucchino Siciliano e il Fiorentino, a forma di clava e con buccia chiara e striata. Vi sono anche zucchine dal frutto sferico: la Tonda di Nizza, di colore verde chiaro, la Tonda di Piacenza, di colore scuro e quella di Firenze.

Accanto a queste esistono, infine, anche delle varietà di zucchine molto particolari, come quella Centenaria, interamente ricoperta da piccoli aghi e con un colore che varia dal giallo pallido al verde, e come la Crookneck, dalla buccia irregolare di colore giallo acceso e a forma di collo d’oca.

Caratteristica distintiva delle zucchine è il tempo della loro raccolta. Per evitare l’elevato numero di semi che si formano con la maturazione e che non le renderebbero più commestibili, i frutti vanno prelevati dalla terra quando non sono ancora maturi e hanno la polpa bianca e soda, oltre ad una leggera peluria sulla superficie.

Dal punto di vista nutrizionale le zucchine contengono numerosi sali minerali come il Sodio e il Potassio, importanti per la trasmissione degli impulsi nervosi e il mantenimento del bilancio idrico del corpo, il Fosforo, elemento essenziale degli acidi nucleici e delle molecole di ATP, e il Ferro, fondamentale per la formazione dell’emoglobina nei globuli rossi. Nelle zucchine è presente, inoltre, la vitamina A, essenziale per la vista, per la crescita e la differenziazione cellulare, la vitamina C, potente antiossidante che contrasta l’azione nociva dei radicali liberi, ed alcune vitamine del gruppo B (la B1, la B2, la B3, la B5 e la B6) che promuovono l’attività di numerosi enzimi implicati nel catabolismo dei nutrienti. E’, altresì, presente l’Acido Folico (B9), essenziale per la sintesi del DNA e, durante la gravidanza, per prevenire l’incidenza della spina bifida nel feto.

L’alta percentuale di acqua contenuta e le pochissime calorie le rendono, infine, preziose alleate durante i regimi alimentari ipocalorici.

E per i più golosi vi sono, attaccati all’apice dei frutti e degli steli, i prelibati fiori della zucchina, noti anche con il nome di “fiori di zucca” o “fiorilli” che, sulle tavole emiliane, vengono spesso e volentieri serviti fritti in pastella o amalgamati all’uovo in gustose frittate.

Bietole

feb 20, 2013   //   by nutribo   //   Estate, Tutto l'anno  //  No Comments

bietolaLa bietola o bieta (Beta vulgaris L.) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Chenopodiacee.

Originaria delle regioni meridionali dell’Europa, dove tutt’ora cresce spontanea, era già nota ed apprezzata al tempo degli antichi greci. Data la grande adattabilità a diverse tipologie di clima e di terreno, ben presto si diffuse in tutta Europa e, successivamente, nel resto del mondo.

In base alla forma delle foglie si possono distinguere due tipi di bietola: quella da coste o quella da foglie o erbetta.

La bietola da coste presenta ampie foglie di colore verde scuro e gambo carnoso che, a seconda delle varietà, può essere bianco uniforme o presentare striature gialle o rossastre. Nella bietola da foglie, invece, le foglie sono di un verde brillante ed il gambo è sottile. In entrambi i casi si consuma l’intera pianta.

Il sapore estremamente delicato rende la bieta un ortaggio particolarmente versatile in cucina. Se a questo si aggiungono le sue proprietà nutrizionali, è facile comprenderne l’ampia diffusione.

Nello specifico, sono presenti preziosi minerali quali il Calcio, implicato nella coagulazione del sangue, nella contrazione muscolare ed essenziale componente strutturale delle ossa, il Fosforo, utile per rinforzare le ossa e i denti nonché parte integrante degli acidi nucleici e della molecola dell’ATP, vera e propria centrale energetica della cellula, ed il Magnesio, che gioca un ruolo chiave nella trasmissione degli impulsi muscolari e nervosi. A questi si aggiunge il Ferro, necessario per l’ossidazione dei carboidrati, per la sintesi di alcuni ormoni e di alcuni neurotrasmettitori e per la formazione di emoglobina nei globuli rossi. Da non trascurare anche il Sodio e il Potassio, coinvolti nella contrazione muscolare, nella propagazione degli impulsi nervosi e nel mantenimento del bilancio idrico del corpo ed il Rame e lo Zinco, indispensabili all’attività di molti enzimi.

Le bietole contengono anche la vitamina A, fondamentale per la crescita e la differenziazione del tessuto epiteliale e per la sintesi di Rodopsina, importante pigmento implicato nella visione in bianco e nero, la vitamina C, prezioso antiossidante che protegge le molecole del corpo dai radicali liberi e, infine, alcune vitamine del gruppo B tra cui la B9, essenziale per la sintesi del DNA e per il normale sviluppo del midollo spinale, la B1, per la funzionalità del sistema nervoso, la B2, per il metabolismo dei carboidrati e delle proteine e la B3, necessaria per la respirazione cellulare e per inibire la sintesi del colesterolo.

Carote

giu 19, 2012   //   by nutribo   //   Alimenti stagionali, Primavera, Tutto l'anno  //  No Comments

La carota (Daucus carota L.) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Umbelliferae. Originaria delle regioni temperate dell’Europa, dove tuttora cresce spontanea, giunse in Italia nel 1700. Da allora, viene coltivata per la bontà delle sue radici carnose impiegate sia nell’alimentazione umana che in quella animale.

Le carote si distinguono in base al colore (che, ad eccezione del bianco delle varietà da foraggio, varia dal rosso all’arancio), alla forma (vi sono le corte, le mezzane e le lunghe) e all’epoca di maturazione (che le differenzia in precoci, medie e tardive). Tra le più diffuse vi sonola Flakke,la Grelot, la rossa d’Olanda, la tonda di Parigi, la mezza lunga di Nantes ed, infine, la rossa di Napoli.

Apprezzata già all’epoca dei Greci e dei Romani per le sue proprietà nutritive, la carota è un vero e proprio elisir di salute e di bellezza.

Per la presenza di caroteni, sostanze utilizzate dal nostro organismo per la produzione di vitamina A, la carota è da sempre considerata l’ortaggio d’elezione per la vista. Il beta-carotene, in particolare, contribuisce alla riparazione dei tessuti corporei, all’idratazione e al benessere della pelle, a proteggere le mucose della cavità orale e delle vie aeree ed, infine, a contrastare l’azione dei radicali liberi e a prevenire l’invecchiamento cellulare.

Sono inoltre presenti le vitamine B1, B2 e B3, fondamentali per la crescita di tutti i tessuti, e la vitamina C, essenziale per l’utilizzazione del ferro e per la sintesi del collagene.

Rilevante anche il contenuto di Potassio, che mantiene l’equilibrio idrico del corpo, di Calcio e di Fosforo, di supporto per le ossa e per i denti, di Ferro, indispensabile per la produzione di emoglobina (sostanza che trasporta l’ossigeno a tutte le cellule dell’organismo) e di fibre, che aiutano a regolarizzare il transito intestinale.

Da sottolineare, infine, le poche calorie ed il pressoché nullo contenuto di grassi che le rendono idonee per tutti coloro che intendono seguire un regime alimentare controllato.

Per ultima una curiosità. I piccoli e bianchi fiori della carota sono raggruppati in “ombrelle” al centro delle quali è posto un fiore viola che contraddistingue questa pianta da tutte le altre Umbelliferae. Un’antica leggenda narra che questi scenografici ombrellini, se raccolti in una notte di luna piena, vantino spiccate proprietà afrodisiache tali da accendere il desiderio sessuale ed aiutare il concepimento.

La Nespola, il frutto dell’imbarazzo

mag 23, 2012   //   by nutribo   //   Alimenti stagionali, Estate, Tutto l'anno  //  No Comments

Nespole Con il termine Nespola, si identificano i frutti di due diverse specie di piante appartenenti entrambe alla famiglia delle Rosaceaela nespola comune e la nespola del Giappone. Il motivo per cui condividono lo stesso nome è abbastanza oscuro, dal momento che sia le piante che i frutti prodotti sono estremamente differenti fra loro. Ma cerchiamo di analizzarli nel dettaglio.

Il nespolo comune, Mespilus germanica, è un albero di medie dimensioni coltivato in tutti i paesi a clima continentale. Al momento della fioritura produce moltissimi fiori bianchi che lo rendono estremamente gradevole da un punto di vista ornamentale.

I frutti, tondeggianti e di colore marrone chiaro, maturano a settembre e sono spesso ricoperti da una finissima peluria. Estremamente duri e legnosi hanno un sapore acido ed astringente che non li rende commestibili al momento della raccolta. Prima di essere consumati, infatti, devono per lungo tempo maturare all’interno di cassette di legno ricoperte di paglia che, a loro volta, devono essere poste in ambiente asciutto e ventilato. Mediante questa tecnica di “ammezzimento” le nespole si ammorbidiscono e virano di colore fino a raggiungere una tonalità molto scura. La polpa, inoltre, subisce una modificazione enzimatica che la rende più dolce ed aromatica. Ed è proprio la necessità di dover attendere qualche mese prima di poterle mangiare ad ispirare il prezioso detto: “Con il tempo e con la paglia maturano anche le nespole” che ci suggerisce l’importanza di avere pazienza e di saper aspettare per vedere i risultati.

Le prime coltivazioni del nespolo comune sono state rinvenute lungo le rive del Mar Caspio e risalgono al I millennio a.C. Estesosi poi in tutta l’Asia Minore, il nespolo raggiunse ben presto le coste della Grecia e dell’Italia. Da qui, grazie ai Romani si diffuse a tal punto in Europa, ed in particolar modo in Germania, che il medico e naturalista svedese Linneo (padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi) lo identificò proprio con il nome Mespilus germanica, ritenendolo, erroneamente, di origine tedesca.

Da un punto di vista nutrizionale bisogna innanzitutto sottolineare che tanto più il frutto è acerbo, tanto maggiore è la presenza di tannini, molecole dall’azione antinfiammatoria che, per la capacità di precipitare le proteine della saliva, donano alla nespola il suo caratteristico sapore astringente. Grazie alla maturazione, i tannini diminuiscono ed il frutto, più dolce e pastoso per la presenza di zuccheri, ha un’azione blandamente lassativa grazie anche ad una discreta quantità di fibre vegetali. Sono, inoltre presenti elettroliti, sali minerali quali Potassio (che regola il ricambio idrico del corpo e impedisce la disidratazione delle cellule), Magnesio (fondamentale per la contrazione muscolare), Fosforo e Calcio (necessari per la salute delle ossa e dei denti). Da non trascurare anche il contenuto in vitamine tra cuila C(importante per rinforzare le difese immunitarie e per l’assorbimento del Ferro) ed alcune del gruppo B, in particolarela B3 (che partecipa al metabolismo dei nutrienti favorendo la trasformazione dei grassi e dei carboidrati in energia).

Simile da un punto di vista nutrizionale ma di aspetto estremamente diverso è il nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica), genere maggiormente conosciuto e commercializzato nel nostro paese. Originario dell’estremo Oriente, dove è molto diffuso sia come albero da frutto che come pianta ornamentale, è giunto in Europa solo alla fine del 1700 e da qui si rapidamente diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo.

In Italia fu introdotto a scopo puramente decorativo nel 1812 nell’orto botanico di Napoli e, solo in seguito, si affermò anche per la produzione di frutti. L’habitat ideale di questa piccola pianta dalla chioma tondeggiante è rappresentato dalle regioni meridionali; la maggiore produzione, infatti, si registra in Sicilia ed, in particolare, nelle province di Palermo, Catania e Siracusa.

I frutti maturano in primavera e la raccolta si effettua quando assumono la piena e tipica colorazione arancione. Immediatamente commestibili, hanno forma tondeggiante e una sottile e liscia buccia esterna. La polpa è dolce e acidula al tempo stesso e racchiude al suo interno dei grossi semi legnosi avvolti da una membrana. Proprio per la loro presenza la parte edibile del frutto è appena del 66%. La ricchezza in acqua e le poche calorie, infine, rendono il nespolo del Giappone adatto anche a coloro che intendono seguire un regime alimentare ipocalorico.

Terminiamo, come sempre, con una curiosità: secondo antiche tradizioni orientali, questi piccoli ma deliziosi frutti provocano uno stato di “imbarazzo” in coloro che li assaggiano. Per la loro squisitezza, infatti, si è incerti se gustarli freschi appena raccolti o preparare, con la polpa, macedonie, marmellate o aromatici distillati.