Il Pompelmo o Citrus Paradisi

set 5, 2013   //   by nutribo   //   Alimenti stagionali, Inverno  //  No Comments

Il Pompelmo o Citrus Paradisi - Nutrizionista Bologna - Dott.ssa Serena Tassinari Il pompelmo (Citrus paradisi) è il frutto dell’omonimo albero sempreverde appartenente alla famiglia delle Rutaceae.

Originato, anticamente, dall’ unione del pomelo con l’arancio dolce, è uno degli agrumi più dissetanti.

Di grosse dimensioni, ogni singolo frutto può pesare in media fra i 200 e i 500 grammi e avere un diametro di dodici-quindici centimetri, presenta forma sferica leggermente schiacciata ai poli.

 

La buccia esterna, liscia o lievemente grinzosa, è ricca di oli essenziali ed è rivestita internamente da una spessa pellicola bianca denominata “albedo” che protegge la succosa e tenere polpa, caratterizzata da un sapore aspro ed amarognolo.

Nonostante il frutto raggiunga la maturazione a fine ottobre, quando il colore della buccia è ancora piuttosto verde, può essere colto dall’albero anche fino alla fine del maggio successivo quando il colore esterno diventa dorato e la polpa interna più dolce. In base al periodo di maturazione, infatti, i pompelmi si distinguono in precoci, di mezza stagione e tardivi. Altre classificazioni vengono fatte in base alla presenza o meno di semi al loro interno ed al colore della polpa.

Accanto al più noto pompelmo a polpa gialla, infatti, negli ultimi anni sta sempre assumendo maggiore importanza il pompelmo rosa, ottenuto incrociando il giallo con l’arancia rossa della varietà Moro. Questo recente ibrido dalla polpa pigmentata, ha buccia più sottile e gusto un po’ meno amaro grazie ad un maggior quantitativo di fruttosio al suo interno.

Di origini incerte, secondo alcuni storici il pompelmo proviene dall’America Centrale, e precisamente dalle isole Barbados, secondo altri dall’Asia, al pari dei suoi antenati del genere Citrus. La sua larga diffusione nel bacino del Mediterraneo fa propendere per questa seconda ipotesi in quanto, attraverso la Via della Seta, può essere giunto in Europa assieme all’arancio dolce. Nel Vecchio Continente, tuttavia, è stato a lungo utilizzato unicamente come pianta ornamentale e solo nel corso del XIX secolo ne sono state apprezzate le virtù.

Attualmente i maggiori produttori mondiali di pompelmo sono Israele, Stati Uniti (con Florida e Texas) e Africa del Sud, mentre in Italia le coltivazioni si concentrano per lo più in Sicilia ed in Calabria. Descritto per la prima volta nel 1750 nel libro “La storia naturale delle Barbados”, in cui veniva definito una delle sette meraviglie dell’isola per la bellezza dei fiori e la bontà dei frutti, è stato paragonato al pomo proibito dell’Eden e battezzato “Citrus paradisi”, nome che ancora oggi lo identifica in botanica. Ma il frutto del paradiso si è rivelato essere anche l’agrume della salute.

Dal punto di vista nutrizionale, infatti, il pompelmo è ricco di fibre, utili per favorire il transito intestinale, e di vitamine tra cui la A, indispensabile per la vista e per la riproduzione e la vitalità di tutte le cellule epiteliali che rivestono l’esterno e l’interno del corpo, la B1 e la B3, necessarie per il buon funzionamento del sistema nervoso, la B2, essenziale per il trofismo e la riparazione dei tessuti, soprattutto quelli del sistema nervoso centrale e periferico, ed, infine, la C, fondamentale per contrastare i radicali liberi, per la sintesi del collagene e per l’assorbimento e l’utilizzazione del Ferro.

Sono, inoltre, presenti alcuni flavonoidi, sostanze dall’azione antiossidante, la fenilalanina, un amminoacido essenziale che prende parte a tutti i processi metabolici del nostro organismo, e numerosi sali minerali tra cui il Potassio, che interviene nel bilancio idrico del corpo, il Calcio e il Fosforo, elementi strutturali di ossa e denti, il Magnesio, responsabile di molti basilari processi tra cui la trasmissione degli impulsi muscolari e nervosi, ed il Ferro che, come costituente dell’emoglobina, facilita il trasporto dell’ossigeno nel sangue.

Da non sottovalutare, anche, il ruolo antibatterico che, negli ultimi anni, è stato attribuito all’estratto ottenuto dai semi di questo frutto. A partire dagli anni Ottanta, infatti, numerosi studi hanno confermato la presenza all’interno dei semi di pompelmo di sostanze, i già citati flavonoidi, che agiscono come veri e propri antibiotici naturali. Ulteriori ricerche condotte in campo farmacologico, inoltre, hanno messo in evidenza che la bergamottina, una sostanza contenuta nel succo, interferisce con il metabolismo di alcuni farmaci mediante inibizione di un complesso di enzimi responsabili della loro elaborazione da parte del fegato. E’ dunque consigliabile, se si stanno intraprendendo terapie farmacologiche, richiedere il parere del medico.

Infine una curiosità. Come accennato, il pompelmo è un ibrido derivante dall’unione dell’arancio dolce con il pomelo, un agrume di circa otto chilogrammi poco conosciuto in Italia. Grazie a questo gigantesco progenitore anche il pompelmo può raggiungere grosse dimensioni fino a sfiorare addirittura i due chili di peso.

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