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	<title>Nutrizionista Bologna - Dott.ssa Serena Tassinari &#187; Primavera</title>
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	<description>Biologa Nutrizionista a Bologna</description>
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		<title>Dieta in vista della primavera</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2018 09:19:16 +0000</pubDate>
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<p><a href="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2018/03/alimenti-primavera.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-547" alt="Dieta di primavera - Serena Tassinari Nutrizionista Bologna" src="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2018/03/alimenti-primavera.jpg" width="314" height="207" /></a>Con l’arrivo della <strong>primavera</strong> la voglia di rinnovamento comincia a risvegliarsi: si avverte la necessità di rimettersi in forma e di depurare il nostro organismo dalle scorribande invernali.</p>
<p>Così come abbiamo bisogno di toglierci il cappotto e di indossare abiti leggeri, con la bella stagione siamo pronti a lasciarci alle spalle gli <strong>alimenti più grassi e pesanti</strong> per lasciare il posto a quelli più <strong>freschi e salutari.</strong></p>
<p><strong>Il cibo diventa quindi il protagonista!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>concetto di salute e benessere</strong> è strettamente collegato a quello di una corretta alimentazione. E’, infatti, sempre più diffusa la consapevolezza dell’importanza del buon cibo non solo per sfruttare al meglio l’energia che esso fornisce e per raggiungere e mantenere il “<strong>peso forma</strong>”, ma anche per contrastare e prevenire eventuali sintomi di patologie.</p>
<p>Si rende quindi necessario controllare non solo la quantità ma anche la qualità dei cibi che quotidianamente ingeriamo.</p>
<p><a href="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2018/03/primavera-alimenti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-551" alt="Dieta di primavera - Serena Tassinari Nutrizionista Bologna" src="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2018/03/primavera-alimenti.jpg" width="960" height="400" /></a></p>
<p>Di fondamentale importanza, ad esempio, il <strong>consumo di frutta e verdura di stagione</strong>, l’assunzione di un <strong>adeguato apporto idrico</strong>, l’impiego di carboidrati complessi e di proteine ad alto valore biologico; è buona norma anche prediligere i prodotti freschi rispetto a quelli confezionati e limitare l’uso di sale e di condimenti eccessivi. Una <strong>alimentazione sbilanciata</strong> nei suoi costituenti, infatti, può implicare una insufficiente assunzione di preziosi elementi quali vitamine, minerali e fibre e, al contempo, ad una dieta troppo ricca di zuccheri e grassi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Variare frequentemente gli alimenti della dieta è il modo più semplice ed efficace per <strong>garantire una alimentazione equilibrata</strong> ed assicurarci al contempo il giusto apporto di tutti i principi nutritivi indispensabili al corretto funzionamento del nostro organismo soddisfacendo, al contempo, le esigenze del gusto.</p>
<p>Ed infine se ancora non abbiamo iniziato o ripreso l’<strong>attività fisica la Primavera</strong> è la stagione ideale: complici il clima mite e le giornate più lunghe.</p>
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		<title>Fragole, fragole e ancora fragole</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2013 10:58:21 +0000</pubDate>
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<p><a class="lightbox" title="fragole" href="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2013/09/zucca.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-251" title="fragole" alt="Fragole - Nutrizionista Bologna - Dott.ssa Serena Tassinari" src="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2013/09/fragole.jpg" width="250" height="247" /></a> Una delle protagoniste principali dell’ampio panorama della <strong>frutta primaverile</strong>, tutta particolarmente tenera e golosa, è sicuramente <strong>la fragola</strong> (<strong><i>Fragaria vesca </i>L.</strong>), il cui dolce sapore era già apprezzato in epoche passate.</p>
<p>Nell’<strong>antica Roma</strong> questo piccolo frutto dal colore rosso era tradizionalmente consumato durante le idi di giugno in occasione delle feste organizzate in onore del giovane e bellissimo <strong>Adone</strong>. E ciò perché, secondo una leggenda, quand’egli morì, la <strong>dea Venere</strong>, profondamente innamorata, versò copiose lacrime che, giunte sulla terra, si trasformarono in tanti piccoli cuori rossi che diedero vita alle fragole.</p>
<p>Originaria delle <strong>Alpi</strong>, dove cresceva allo stato selvatico, cominciò ad essere coltivata in <strong>Francia</strong> solo agli inizi del <strong>Settecento</strong>. Attualmente se ne conoscono oltre venti varietà: le più note sono la <strong><i>Fragola Belrubi</i></strong>, di forma allungata, la <strong><i>Pocahontas </i></strong>rotondeggiante, la <strong><i>Gorella</i></strong> a forma di cuore e la <strong><i>Carezza</i></strong> dall’aspetto conico di grandi dimensioni.</p>
<p>Appartenente alla <strong>famiglia delle Rosacee</strong>, la fragola predilige un clima temperato ed una esposizione non eccessivamente soleggiata. Cresce spontanea nei boschi, nelle macchie e nei luoghi freschi di tutta l’<strong>Italia continentale</strong> ed insulare. <strong>La maturazione dei frutti</strong> si raggiunge, comunque, a seconda delle zone, nei mesi compresi <strong>tra maggio e luglio</strong>.</p>
<p>Dal punto di vista botanico, <strong>le fragole sono considerate “falsi frutti”</strong>. Esse, infatti, sono infiorescenze che si formano in seguito all’ingrossamento dei ricettacoli dei fiori. I frutti veri e propri sono, invece, i piccoli granuli giallo-verdi (<strong>acheni</strong>) visibili sulla superficie della fragola stessa e contenenti, a loro volta, un piccolo seme scuro.</p>
<p>La dottrina erboristica ne esalta <strong>le proprietà nutrienti</strong>, <strong>rinfrescanti</strong>, <strong>diuretiche</strong> e <strong>depurative</strong>. Proprio per queste caratteristiche, la fragola è stata inserita, nella speciale classifica stilata dall’<strong>U.S.D.A.</strong> (il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense), tra i “<strong>cibi che mantengono giovani</strong>”. E’, infatti, molto ricca di <strong>vitamina C</strong>, il cui quantitativo, nonostante le piccole dimensioni, risulta essere addirittura superiore a quello presente negli agrumi. Nel periodo estivo una macedonia di cinque fragole è già in grado di garantire all’uomo la stessa quantità di vitamina C che deriverebbe dall’assunzione di un’ intera arancia. Sono, inoltre, presenti diverse <strong>vitamine del gruppo B</strong> tra cui la <strong>B1</strong>, la <strong>B2</strong>, la <strong>B3</strong>, utili nel complesso per promuovere l’attività di numerosi enzimi coinvolti nel metabolismo dei nutrienti, e <strong>l’acido folico</strong> (<strong>B9</strong>), fondamentale in <strong>gravidanza</strong> per la prevenzione di alcune malformazioni neonatali. Da non trascurare anche il contenuto in <strong>Potassio</strong>, <strong>Calcio</strong>, <strong>Fosforo</strong>, <strong>Magnesio</strong> e <strong>Ferro</strong>.</p>
<p>Oltre ai frutti, in cucina possono essere utilizzate anche le foglie: fresche per la preparazione di <strong>insalate</strong>, <strong>risotti</strong> e <strong>zuppe</strong> o <strong>secche in infusione</strong>.</p>
<p>Grazie all’elevato contenuto d’acqua e alla scarsa presenza di calorie, la <strong>fragola</strong> è un’ottima alleata anche per chi vuole mantenere una buona forma fisica, senza rinunciare ai piaceri della tavola.</p>
<p>Per fare acquisti di qualità si consiglia di verificare in <strong>etichetta l’origine nazionale</strong> del prodotto e di scegliere frutti sodi, di colore rosso vivo ed uniforme e con il picciolo ben ancorato. E per i più golosi, a partire da maggio, in diverse località italiane si svolgono numerose sagre delle fragole, imperdibili appuntamenti che si pongono come obiettivo principale la valorizzazione di questo frutto.</p>
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		<title>Una ciliegia tira l’altra</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2013 10:51:43 +0000</pubDate>
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<p><a class="lightbox" title="ciliegie" href="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2013/09/ciliegie.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-251" title="ciliegie" alt="Ciliegie - Nutrizionista Bologna - Dott.ssa Serena Tassinari" src="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2013/09/ciliegie.jpg" width="221" height="195" /></a>Con l’arrivo della primavera i giardini della nostra città si sono colorati delle incantevoli fioriture degli alberi da frutto. Le più variopinte appartengono indubbiamente alla famiglia della <strong>Rosacee</strong>. Particolarmente gradevoli, infatti, appaiono alla vista i <strong>fiori del ciliegio</strong>, del <strong>mandorlo</strong>, del <strong>pesco</strong> e del <strong>susino</strong>. La bellezza del ciliegio, in particolare, lo rende da secoli estremamente utilizzato in Oriente anche come elemento ornamentale.</p>
<p>Lo splendore dei suoi fiori riflette, del resto, la dolcezza dei suoi frutti tanto che un anonimo cantore del passato non esitò a definire la ciliegia “<strong>il fiore del paradiso</strong>”.</p>
<p>Originario dell’<strong>Asia minore</strong>, il ciliegio è attualmente diffuso in tutto il mondo ed in <strong>Europa</strong>, in particolare, è presente fin dall’antichità. Già alcuni secoli prima dell’era cristiana, i greci ne distinguevano diverse varietà. Infatti nel III secolo a.C., il naturalista ellenico <strong>Teofrasto</strong> descriveva i ciliegi come una coltura già stabilizzata.</p>
<p>Tutte le varietà coltivate discendono da due specie: il <strong>ciliegio selvatico dolce</strong> (<strong>Prunus avium L.</strong>), da cui derivano le ciliegie, ed il <strong>ciliegio acido o visciolo</strong> (<strong>Prunus cerasus L.</strong>), che produce le <strong>amarene</strong> e le <strong>marasche</strong>. Dal ciliegio dolce, per selezione, si sono differenziate alcune centinaia di specie diverse i cui frutti sono distinti in due gruppi: le <strong>ciliegie tenerine </strong>a polpa tenera, e le <strong>duracine o duroni </strong>a polpa soda e consistente. Benché alla ciliegia sia comunemente associato il colore rosso, la tavolozza cromatica del frutto è molto ampia: si va dal giallo chiarissimo dei bianconi (diffusi soprattutto in Piemonte) al rosso quasi nero del, probabilmente ai lettori più noto, <strong>durone di Vignola</strong>.</p>
<p>In Italia, proprio nella valle del <strong>fiume Panaro</strong>, le ciliegie hanno infatti trovato il loro terreno più fertile, rendendo l’<strong>Emilia Romagna</strong> una delle regioni più vocate per questa coltura. La raccolta, inizia a metà maggio con il <strong>Durone Bigarreau</strong> e con la <strong>Mora di Vignola</strong> e prosegue in giugno con il <strong>durone Nero I</strong> e il <strong>durone Anella</strong>. Tra le varietà tardive si annoverano il <strong>Nero II</strong> ed il <strong>Ciliegione</strong>, particolarmente gustosi e ricchi di proprietà nutritive. Da un punto di vista nutrizionale le ciliegie sono un ottimo ricostituente, soprattutto quando, come in estate, occorre integrare minerali ed oligoelementi per fronteggiare le loro perdite dovute alla maggiore sudorazione.</p>
<p>Contengono, infatti, <strong>Sodio</strong>, <strong>Potassio</strong>, <strong>Ferro</strong>, <strong>Calcio</strong>, <strong>Fosforo</strong> e <strong>Magnesio</strong>, ma anche le <strong>vitamine A</strong>, <strong>C</strong>, ed alcune del <strong>gruppo B</strong>, tra cui la <strong>B1</strong>, la <strong>B2</strong> e la <strong>B3</strong>. Sono, inoltre, presenti <strong>acidi organici</strong> (importanti per l’equilibrio acido-base, da cui dipende la salute delle cellule e la funzionalità dell’organismo), <strong>fibre</strong> (utili per l’attività dell’intestino), <strong>bioflavonoidi</strong> (sostante antiossidanti capaci di contrastare l’invecchiamento cellulare provocato dai radicali liberi) e <strong>polifenoli</strong> (disintossicanti e utili per aumentare la resistenza dei capillari). L’elevato contenuto in acqua rende, infine, le ciliegie estremamente idratanti e dissetanti. Quando si acquistano bisogna controllare che non presentino ammaccature o parti annerite. La buccia deve essere priva di screpolature ed avere un colore brillante ed uniforme.</p>
<p>Ed è forse proprio per l’aspetto ammiccante e gustoso che “<strong>una ciliegia tira l’altra</strong>” e che una volta iniziate a mangiarle, è davvero difficile smettere!</p>
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		<title>Il carciofo: un pugno spinoso dal cuore tenero</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2013 10:47:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Terminate, ormai, le scorpacciate dei dolci tipici del Carnevale, sfrappole, fratte o chiacchiere che dir si voglia, è giunto il momento di mettersi in forma e depurarsi per l’arrivo della [&#8230;]</p>
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<p><a class="lightbox" title="carciofo" href="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2013/09/carciofo-e1378377982558.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-251" title="carciofo" alt="Il carciofo: un pugno spinoso dal cuore tenero - Nutrizionista Bologna" src="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2013/09/carciofo-e1378377982558.jpg" width="300" height="225" /></a><strong>Terminate, ormai, le scorpacciate dei dolci tipici del Carnevale, sfrappole, fratte o chiacchiere che dir si voglia, è giunto il momento di mettersi in forma e depurarsi per l’arrivo della primavera. </strong></p>
<p><strong>Ed ecco comparire proprio in questa stagione un antico e prezioso alimento dalle importanti proprietà digestive e diuretiche: il carciofo [Cynara cardunculus L. var. scolymus (L.) Hegi ].</strong></p>
<p><strong>Questo ortaggio dalla forma carnosa</strong>, oltre ad essere gradito dalla maggior parte dei palati, sin dal tempo degli Egizi,<strong> è</strong> <strong>considerato un autentico toccasana per l’organismo</strong>.</p>
<p>Anche i romani e gli antichi greci ne apprezzavano il sapore e le virtù tanto che già <strong>nel 371 a.C, Teofrasto</strong>, <strong>allievo di Aristotele</strong>, <strong>ne descrisse minuziosamente le proprietà curative</strong>.</p>
<p><strong>Il nostro paese è tra i principali produttori, soprattutto le regioni centro meridionali e le isole</strong>. Fra le varietà più famose si annoverano lo <strong>Spinoso sardo</strong> (coltivato anche in Liguria con il nome di <strong>Carciofo spinoso d’Albenga</strong>), il <strong>Catanese</strong>, la <strong>Mammola verde</strong>, il <strong>Romanesco</strong> ed il <strong>Violetto di Toscana</strong>.</p>
<p>Tutte queste specie maturano tra marzo ed aprile, periodo nel quale ci si prepara a gustarle in svariati modi. In molte preparazioni culinarie li si priva delle lamelle esterne, troppo dure, e della parte superiore per la presenza delle spine. La parte che noi mangiamo è rappresentata dalle cosiddette <strong>brattee</strong>, foglie modificate a funzione principalmente protettiva e di riserva. Le vere foglie del carciofo sono, invece, quelle che sporgono dal gambo e che vengono utilizzate in fitoterapia per preparare tisane e decotti.</p>
<p>Molteplici studi hanno dimostrato, infatti, che il carciofo contiene numerosi principi attivi tra cui i <strong>polifenoli</strong>, responsabili delle proprietà antiossidanti e farmacologiche di questa composita. La <strong>cinarina</strong> e la <strong>luteolina</strong>, in particolare, conferiscono al carciofo spiccate <strong>proprietà coleretiche</strong>, ossia di <strong>produzione della bile</strong>, <strong>ipocolesterolemizzanti ed epatoprotettive</strong>. Da non trascurare anche il contenuto in <strong>vitamine</strong> (<strong>A, C, B1, B2, B3, B6, B9</strong>), elettroliti e sali minerali (<strong>Sodio e Potassio, Ferro, Calcio, Fosforo, Magnesio, Zinco e Rame</strong>), <strong>fibre ed inulina, polisaccaride</strong>, quest’ultimo, utile al nostro organismo per rinforzare la microflora batterica intestinale e per <strong>ridurre i livelli di colesterolo</strong>, <strong>trigliceridi</strong> e <strong>glucosio nel sangue</strong>.</p>
<p>Non è dato sapere se è per tutte queste proprietà o semplicemente per la sua forma che il carciofo è da sempre considerato una pianta di origine divina. A far luce sulle sue origini interviene la mitologia greca. Una leggenda, infatti, narra di una fanciulla di nome <strong>Cynara</strong> di cui il capostipite degli dei ellenici si innamoro perdutamente. Nonostante fosse molto bella, era anche volubile e capricciosa tant’è che <strong>Zeus</strong>, spinto dalla gelosia, la trasformò in questo ortaggio, verde come i suoi occhi, spinoso come il suo carattere ma con all’interno un cuore dolce e tenero come quello della fanciulla che lo aveva incantato.</p>
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		<title>Asparagi: i germogli della salute</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2013 10:39:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Primavera]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Appartenente alla famiglia delle Liliacee, la pianta erbacea dell’Asparago (Asparagus officinalis L.) ha origini millenarie. Splendidi bassorilievi scoperti nella valle del Nilo mostrano, infatti, che già 2000 anni fa gli [&#8230;]</p>
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<p><a class="lightbox" title="asparagi" href="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2013/09/asparagi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-251" title="asparagi" alt="Asparagi: i germogli della salute - Nutrizionista Bologna" src="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2013/09/asparagi.jpg" width="256" height="192" /></a><strong>Appartenente alla famiglia delle Liliacee, la pianta erbacea dell’Asparago (<i>Asparagus officinalis </i>L.) ha origini millenarie.</strong></p>
<p>Splendidi bassorilievi scoperti nella valle del Nilo mostrano, infatti, che <strong>già 2000 anni fa gli Egizi conoscevano l’asparago</strong> e ne praticavano la coltivazione in modo simile ad oggi.</p>
<p>Ben presto vennero apprezzati anche nell’<strong>antica Roma</strong>, tanto che i grandi imperatori fecero costruire apposite navi (dette “<strong>asparagus</strong>”) per andarli a raccogliere. Ma solo verso la fine del <strong>Medio Evo</strong> ha avuto inizio la loro <strong>coltivazione su larga scala</strong>.</p>
<p>Con la scoperta del nuovo mondo, infatti, anche l’asparago varcò l’oceano e trovò nuovi terreni idonei alla sua coltura. Attualmente a livello mondiale i maggiori produttori sono la <strong>Cina</strong>, il <strong>Perù</strong>, il <strong>Messico</strong> e gli <strong>Stati Uniti</strong>, mentre in <strong>Europa</strong> le coltivazioni più intense si hanno in <strong>Spagna</strong>, <strong>Francia</strong>, <strong>Germania</strong> ed <strong>Italia</strong>.</p>
<p>Esistono diverse varietà di asparago che si distinguono per l’aspetto, il sapore e la tipologia di coltivazione. Quello sicuramente più conosciuto in <strong>Emilia Romagna</strong> è l’<strong>Asparago Verde di Altedo I.G.P.</strong> dal sapore marcato e dolciastro; è il solo a non dover essere pelato prima della cottura. Vi sono anche specie dal sapore più delicato, come gli <strong>Asparagi Bianchi</strong> (o di <strong>Bassano</strong>), coltivati in assenza di luce, o dal gusto più rustico ed amaro, come gli <strong>Asparagi Violetti</strong>. <strong>La parte commestibile della pianta è rappresentata dai germogli</strong>, o turioni, che si dipartono da fusti sotterranei legnosi denominati “<strong>zampe</strong>”.</p>
<p>Indipendentemente dal tipo acquistato, per essere freschi devono presentarsi con il gambo dritto, senza tagli o macchie, e con la punta ben chiusa. Una volta in frigorifero si conservano, avvolti in un sacchetto di carta, per 2-3 giorni circa.</p>
<p>Dal punto di vista nutrizionale <strong>gli asparagi possiedono spiccate proprietà diuretiche e depurative</strong> poiché facilitano l’eliminazione dall’organismo dei liquidi in eccesso e delle scorie metaboliche. Apportano limitate quantità di grassi, zuccheri e calorie (appena 25 Kcal per 100 grammi). Al contempo <strong>sono ricchi di fibre e di sostanze preziose per l’uomo tra cui l’asparagina</strong>, amminoacido utile alla sintesi di numerose sostanze proteiche, la <strong>rutina</strong>, bioflavonoide efficace nel rinforzare le pareti dei capillari e l’<strong>acido folico</strong> (o<strong> vitamina B9</strong>), fondamentale in gravidanza per ridurre il rischio di malformazioni al feto. Da non trascurare, inoltre, il <strong>contenuto di Calcio</strong>, implicato nella contrazione muscolare, di <strong>Magnesio</strong>, importante per il metabolismo delle ossa, di <strong>Potassio</strong>, che interviene nel bilancio idrico del corpo, di <strong>Manganese</strong>, utile per la salute delle ossa e delle vie urinarie e di <strong>Fosforo</strong>, parte integrante degli acidi nucleici e delle <strong>molecole di ATP</strong>. Infine giocano un ruolo essenziale anche la <strong>vitamina A</strong>, indispensabile per la vista e per la pelle, le <strong>vitamine B1</strong>, <strong>B2</strong> e <strong>B3</strong>, di supporto contro l’<strong>astenia</strong> ed, infine, la <strong>vitamina C</strong>, dalla <strong>forte azione antiossidante</strong>.</p>
<p>Per tutte queste virtù, oltre che sicuramente per il loro sapore, gli asparagi sono estremamente apprezzati anche ai giorni nostri. In Baviera, in particolare, la cittadina di <strong>Schrobenhausen</strong>, soprannominata la “<strong>città degli asparagi</strong>”, ospita l’unico museo europeo di questo ortaggio. Inoltre, durante i mesi primaverili, vi si celebra una famosa sagra-mercato in occasione della quale i ristoranti competono tra loro per aggiudicarsi il premio della miglior ricetta agli asparagi.</p>
<p>A questo punto, dunque, non mi resta che augurarvi buon appetito!</p>
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		<title>I Fagiolini o baccelli immaturi del fagiolo</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 08:43:31 +0000</pubDate>
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<h4><a title="fagiolini" href="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2012/06/fagiolini.jpg"><br /><img class="alignleft" title="fagiolini" alt="I Fagiolini o baccelli immaturi del fagiolo - Nutrizionista Bologna" src="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2012/06/fagiolini.jpg" width="300" height="200" /></a>I <strong>fagiolini</strong>, detti anche cornetti, tegolini o mangiatutto, sono i baccelli immaturi del fagiolo (<em>Phaseolus vulgaris</em>), una pianta appartenente alla famiglia delle Leguminose.</h4>
<p>Originaria dell’America centrale, ed in particolare del <strong>Messico</strong> e del <strong>Guatemala</strong>, fu introdotta in Europa soltanto dopo la scoperta dell’America.</p>
<p>Da un punto di vista nutrizionale, pur essendo di fatto dei <strong>legumi</strong>, i fagiolini si discostano da questi ultimi poiché la raccolta del baccello viene effettuata quando i fagioli contenuti all’interno sono ancora in fase di maturazione e, pertanto, non hanno ancora accumulato tutte le sostanze di riserva, quali proteine e carboidrati, che contraddistinguono i legumi in quanto tali. L’<strong>abbondante presenza di acqua e le poche calorie</strong> (appena 18 per100 grammi), inoltre, contribuiscono a rendere i fagiolini assai più simili agli ortaggi.</p>
<p><strong>I fagiolini sono ricchi di sali minerali ed elettroliti</strong> tra cui il <strong>Potassio</strong>, che mantiene l’equilibrio acido-base del nostro corpo, il <strong>Fosforo</strong>, parte integrante delle ossa e dei denti, il <strong>Calcio</strong>, necessario per il sistema scheletrico ed il <strong>Ferro</strong>, componente dell’emoglobina, proteina essenziale per il trasporto dell’ossigeno nel sangue. Sono inoltre presenti la <strong>vitamina A</strong>, alleata della vista,la <strong>B1</strong> (<strong>Tiamina</strong>) ela <strong>B3</strong> (<strong>Niacina</strong>), indispensabili per il buon funzionamento dell’intero sistema nervoso,la <strong>B2</strong> (<strong>Riboflavina</strong>) essenziale per la crescita, e la <strong>C</strong> che protegge il nostro organismo dai danni provocati dai radicali liberi. <strong>Per la presenza</strong>, infine, <strong>di fibre vegetali i fagiolini sono utili per favorire il transito intestinale</strong>.</p>
<p>Generalmente siamo abituati a vedere i fagiolini di colore verde, come i “<strong>Boby</strong>” (teneri e sottili, di colore verde scuro e seme bianco), il “<strong>Marconi</strong>” (piatto con seme nero), il “<strong>Contender</strong>” (grosso e tondeggiante) e il “<strong>Vittoria nano</strong>” (dai baccelli lunghi mediamente14 cm). Esistono, tuttavia, differenti varietà tra cui il sottile “<strong>Burro di Rocquencourt</strong>”, il piatto “<strong>Meraviglia di Venezia</strong>” e il tondo “<strong>Corona d’Oro</strong>”, tutti con baccello giallo, ed i violacei “<strong>Re dei Bleu</strong>”, “<strong>Trionfo violetto</strong>” e “<strong>Anellino di Trento</strong>”.</p>
<p>In Italia i fagiolini vengono coltivati principalmente in <strong>Campania</strong>, in <strong>Emilia Romagna</strong>, in <strong>Veneto</strong>, in <strong>Lazio</strong> ed in <strong>Sicilia</strong>. Al Nord la raccolta avviene da giugno a settembre, mentre al Sud inizia ad aprile per terminare in autunno inoltrato.</p>
<p>Al momento dell’acquisto è importante verificarne la consistenza, che deve essere soda, ed il colore, che deve essere brillante e privo di ammaccature.</p>
<p>Infine una curiosità che ci riguarda da vicino: il fagiolino “<strong>Marconi</strong>”, estremamente apprezzato dai consumatori, è così chiamato in onore del nostro compaesano <strong>Guglielmo Marconi</strong>, in quanto questa varietà è, al pari del telegrafo da lui inventato, privo di fili.<a class="lightbox" title="fagiolini" href="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2012/06/fagiolini.jpg"><br /></a></p>
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		<title>La Carota o Daucus carota L.</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 08:36:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Tutto l'anno]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La carota (Daucus carota L.) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Umbelliferae. Originaria delle regioni temperate dell’Europa, dove tuttora cresce spontanea, giunse in Italia nel 1700. Da allora, [&#8230;]</p>
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<h4><a class="lightbox" title="carote" href="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2012/06/carote.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-203" title="carote" alt="La Carota o Daucus carota L. - Nutrizionista Bologna" src="http://www.nutrizionista-bologna.it/wp-content/uploads/2012/06/carote.jpg" width="327" height="189" /></a>La carota (<em>Daucus carota</em> L.) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle <em>Umbelliferae</em>. Originaria delle regioni temperate dell’Europa, dove tuttora cresce spontanea, giunse in Italia nel 1700.</h4>
<p>Da allora, viene coltivata per la bontà delle sue radici carnose impiegate sia nell’alimentazione umana che in quella animale.</p>
<p><strong>Le carote si distinguono in base al colore</strong> (che, ad eccezione del bianco delle varietà da foraggio, varia dal rosso all’arancio), <strong>alla forma</strong> (vi sono le corte, le mezzane e le lunghe) <strong>e all’epoca di maturazione</strong> (che le differenzia in precoci, medie e tardive).</p>
<p>Tra le carote più diffuse vi sono la <strong>Carota</strong> <strong>Flakke</strong>, la <strong>Carota</strong> <strong>Grelot</strong>, la <strong>Carota</strong> <strong>rossa d’Olanda</strong>, la <strong>Carota tonda di Parigi</strong>, la <strong>mezza lunga di Nantes</strong> ed, infine, la <strong>Carota</strong> <strong>rossa di Napoli</strong>.</p>
<p>Apprezzata già all’epoca dei Greci e dei Romani per le sue proprietà nutritive, <strong>la carota è un vero e proprio elisir di salute e di bellezza</strong>.</p>
<p>Per la presenza di <strong>caroteni</strong>, sostanze utilizzate dal nostro organismo per la produzione di <strong>vitamina A</strong>, la carota è da sempre considerata l’ortaggio d’elezione per la vista. Il <strong>beta-carotene</strong>, in particolare, contribuisce alla riparazione dei tessuti corporei, all’<strong>idratazione</strong> e al <strong>benessere della pelle</strong>, a proteggere le mucose della <strong>cavità orale</strong> e delle vie aeree ed, infine, a contrastare l’azione dei radicali liberi e a <strong>prevenire l’invecchiamento cellulare</strong>.</p>
<p>Sono inoltre presenti le <strong>vitamine B1</strong>, <strong>B2</strong> e <strong>B3</strong>, fondamentali per la crescita di tutti i tessuti, e la <strong>vitamina C</strong>, essenziale per l’utilizzazione del ferro e per la sintesi del collagene.</p>
<p>Rilevante anche il contenuto di <strong>Potassio</strong>, che mantiene l’equilibrio idrico del corpo, di <strong>Calcio</strong> e di <strong>Fosforo</strong>, di supporto per le ossa e per i denti, di <strong>Ferro</strong>, indispensabile per la produzione di emoglobina (sostanza che trasporta l’ossigeno a tutte le cellule dell’organismo) e di fibre, che aiutano a regolarizzare il transito intestinale.</p>
<p><strong>Da sottolineare</strong>, infine, <strong>le poche calorie ed il pressoché nullo contenuto di grassi</strong> che le rendono idonee per tutti coloro che intendono seguire un regime alimentare controllato.</p>
<p>Per ultima una curiosità. I piccoli e bianchi fiori della carota sono raggruppati in “ombrelle” al centro delle quali è posto un fiore viola che contraddistingue questa pianta da tutte le altre <strong><em>Umbelliferae</em></strong>. Un’antica leggenda narra che questi scenografici ombrellini, se raccolti in una notte di luna piena, vantino spiccate proprietà afrodisiache tali da accendere il desiderio sessuale ed aiutare il concepimento.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.nutrizionista-bologna.it/alimentazione-stagionale-2/tutto-anno/carote/">La Carota o Daucus carota L.</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.nutrizionista-bologna.it">Nutrizionista Bologna - Dott.ssa Serena Tassinari</a>.</p>
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