Cachi: l’albero delle virtù

mag 22, 2012   //   by nutribo   //   Alimenti stagionali, Estate  //  No Comments

cachi - Nutrizionista BolognaIl cachi (Diospyros kaki L.), comunemente noto come caco o kaki, è un albero da frutto dalla tradizione millenaria e appartenente alla famiglia delle Ebenaceae.

Originario delle regioni centro meridionali della Cina, dove viene coltivato da più di duemila anni e dove viene definito “l’Albero delle sette virtù”, circa un millennio più tardi si diffuse nel vicino Giappone dove iniziò ad essere coltivato in modo intensivo. Alla fine del XVIII secolo giunse in Europa dove venne inizialmente utilizzato solo per scopi ornamentali.

La chioma del caco è particolarmente folta e da qui tre delle sette virtù: l’ombra in primavera, la bellezza delle foglie giallo-rosse in autunno e la successiva ricchezza in sostanza concimanti per il terreno in inverno. A queste si aggiungono la longevità della pianta, l’alta qualità del legno, l’assenza di tarli e, infine, la mancanza di nidi tra i rami.

Ma lo splendore di questo albero che ha fatto sì che fin dal passato venisse piantato per uso decorativo si manifesta quando, completamente spoglio di foglie, rimane carico di frutti giallo-oro fino all’autunno inoltrato.

In Italia le regioni in cui si coltiva maggiormente sono l’Emilia Romagna (con la varietà “Loto di Romagna”), la Campania(per il “Vaniglia della Campania”, noto anche come “caco-vaniglia” o “caco-mela”) e la Sicilia(con il “Caco di Misilmeri”, famoso ed esportato in tutto il mondo).

I frutti sono delle grosse bacche dalla forma quasi sferica, dalla buccia liscia e sottile e dal colore arancione. La polpa all’interno è generalmente molto tenera ad eccezione della varietà cachi vaniglia la cui consistenza è più soda e compatta.

In genere, questi frutti tipicamente autunnali vengono raccolti ancora acerbi e fatti maturare in un luogo fresco e asciutto all’interno di cassette di legno ricoperte di paglia. Mediante questa tecnica definita di “ammezzimento” la polpa assume una consistenza più morbida e contemporaneamente si riduce il caratteristico effetto astringente causato dall’elevato contenuto in tannini e aumenta il contenuto in zuccheri. Una caratteristica dei cachi, infatti, è il loro dolce sapore. Ed è proprio per l’elevata bontà dei frutti che in passato venivano definiti cibo degli Dei.

Il nome scientifico del cachi, infatti, è “Diospyros” che letteralmente significa “frumento di Giove”.

Ma anche ai giorni nostri i cachi continuano ad essere estremamente apprezzati. Dal punto di vista nutrizionale, infatti, i cachi sono dei veri e propri concentrati di energia. Considerando che100 grammidi parte edibile contengono circa 70 Kcal e che un caco di medie dimensioni pesa 250-300 grammi, facendo un rapido calcolo si evince che ogni frutto apporta circa 180-210 kcal. Non poche!

Se quindi da un lato, grazie al loro potere ricostituente, sono frutti raccomandati durante la crescita e in caso di debolezza eccessiva, dall’altro sono sconsigliati se si vuole intraprendere un regime dietetico ipocalorico.

Accanto all’elevato quantitativo di zuccheri e di acqua, sono presenti fibre (utili per il transito intestinale) ed alcune vitamine tra cui la Vitamina A(che favorisce la riproduzione cellulare e la visione notturna),la Vitamina B1 (o Tiamina, indispensabili per il buon funzionamento dell’intero sistema nervoso),la Vitamina B2 (o Riboflavina, essenziale per la crescita),la Vitamina B3 (o Niacina, che partecipa al metabolismo dei nutrienti favorendo, in particolare, la trasformazione dei grassi e dei carboidrati in energia) e la Vitamina C(importante per rinforzare le difese immunitarie e per l’assorbimento del Ferro). Per quanto riguarda i sali minerali e gli elettroliti i cachi contengono Potassio (che regola il ricambio idrico del corpo), Fosforo (essenziale per le ossa e per i denti), Calcio (di supporto al sistema scheletrico) e Ferro (componente dell’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno nel sangue).

Infine una curiosità. L’albero del cachi è considerato “l’albero della pace” perché al devastante bombardamento atomico di Nagasaki, avvenuto nell’agosto del 1945, non sopravvisse nulla ad eccezione di alcuni esemplari di questo albero.

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